Nel febbraio 1995 Barings Bank, una delle banche più note del Regno Unito, fu dichiarata insolvente. Al centro della vicenda c’era Nick Leeson, trader della controllata Barings Futures Singapore, e un conto destinato a diventare famoso: 88888.
La storia viene spesso ridotta alla formula “un trader fece fallire una banca”. La ricostruzione della Bank of England mostra però un quadro più ampio: operazioni non autorizzate e occultate, controlli interni gravemente insufficienti e una separazione inadeguata tra chi prendeva le posizioni e chi avrebbe dovuto verificarle.
Come iniziò il problema
Secondo la Bank of England, dalla fine del 1992 all’inizio del 1995 Leeson riportò profitti crescenti derivanti apparentemente da operazioni di arbitraggio a basso rischio. In realtà stava accumulando perdite e utilizzava il conto nascosto 88888 per non farle emergere nei normali flussi informativi verso Londra.
Il meccanismo funzionò anche perché Leeson aveva un ruolo sia nelle attività di trading sia nel back office della filiale di Singapore. In pratica, una parte fondamentale del sistema di controllo non era realmente indipendente da chi assumeva il rischio.
Il conto 88888 e le perdite
Le posizioni richiedevano sempre più denaro per coprire i margini. Le richieste di fondi provenienti da Singapore aumentarono, ma le incongruenze non furono analizzate in tempo.
La Bank of England riportò che al 27 febbraio 1995 le perdite sulle posizioni di Leeson ammontavano a circa 827 milioni di sterline. Barings era già stata dichiarata insolvente il giorno precedente.
Un dettaglio particolarmente significativo riguarda un audit interno dell’agosto 1994: la mancanza di separazione tra front office e back office era stata individuata, ma le raccomandazioni non furono attuate dalla direzione.
Non fu soltanto un errore di trading
Il rapporto successivo sul collasso concluse che le perdite derivarono da attività di trading non autorizzate e nascoste, ma anche che la situazione reale non fu scoperta prima a causa di gravi fallimenti nei controlli e nella gestione.
Leeson si dichiarò poi colpevole a Singapore di due reati legati all’inganno dei revisori e alla frode nei confronti della borsa locale e fu condannato a sei anni e mezzo di carcere.
Le lezioni che restano valide
- Chi assume il rischio non dovrebbe controllare se stesso: la separazione dei ruoli è una barriera essenziale.
- Nascondere una perdita la rende spesso più grande: tentare di recuperare aumentando l’esposizione può trasformare un problema gestibile in una crisi.
- I controlli servono solo se vengono applicati: individuare una debolezza e non correggerla non riduce il rischio.
- La leva amplifica gli errori: nei derivati piccoli movimenti possono produrre conseguenze enormi rispetto al capitale disponibile.
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Fonte della storia
La ricostruzione utilizza i documenti della Bank of England, che descrivono il caso Barings e le carenze di controllo emerse dopo il collasso.
Questo contenuto ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria.