Nel 2012 i trader dei mercati del credito iniziarono a notare qualcosa di strano. Una singola presenza sembrava abbastanza grande da muovere i prezzi di alcuni derivati sul credito. Il mercato gli diede un soprannome: London Whale, la Balena di Londra.
Dietro quel nome c'era Bruno Iksil, trader dell'ufficio londinese del Chief Investment Office di JPMorgan Chase. Ma ridurre tutto a “un trader che sbagliò una scommessa” sarebbe troppo semplice.
Che cosa stava facendo JPMorgan?
Il Chief Investment Office avrebbe dovuto contribuire alla gestione dei rischi del bilancio della banca. All'interno del CIO esisteva però un portafoglio di derivati sul credito, il Synthetic Credit Portfolio, che nel tempo divenne molto grande e complesso.
Iksil e altri trader presero posizioni su indici di credit default swap, strumenti il cui valore dipende dal rischio di insolvenza di gruppi di società.
Perché lo chiamarono “Whale”?
Le posizioni erano talmente grandi che altri operatori iniziarono a osservare movimenti insoliti nel mercato. Nell'aprile 2012 il Wall Street Journal identificò il misterioso grande trader come Bruno Iksil.
Il problema di una posizione enorme è che uscire diventa difficile. Quando il mercato si muove contro di te, vendere o coprirti può peggiorare ulteriormente i prezzi.
La perdita: almeno 6,2 miliardi di dollari
Nel rapporto bipartisan del Senato statunitense pubblicato nel 2013, le perdite associate ai “Whale Trades” furono quantificate in almeno 6,2 miliardi di dollari.
L'indagine descrisse una combinazione di assunzione di rischio eccessiva, segnali di rischio ignorati, problemi nella valutazione delle posizioni e carenze nei controlli interni.
Non fu soltanto un errore di trading
Questo è il punto che rende la storia ancora oggi utile. Il caso non riguardava esclusivamente la direzione di una scommessa. Riguardava:
- dimensioni delle posizioni;
- liquidità insufficiente rispetto alla scala del portafoglio;
- modelli di rischio che non catturavano adeguatamente il problema;
- governance e controlli;
- difficoltà di valutare correttamente strumenti complessi.
Cosa insegna la London Whale
Più una posizione diventa grande rispetto al mercato, meno conta soltanto avere ragione o torto sulla direzione. Diventa fondamentale sapere quanto facilmente puoi uscire.
È una lezione simile, pur in un contesto diverso, a quella della storia di Nick Leeson e Barings Bank: il rischio non controllato può trasformarsi da problema di trading a problema dell'intera istituzione.
FAQ
Chi era il London Whale?
Il soprannome venne associato a Bruno Iksil, trader del Chief Investment Office di JPMorgan a Londra.
Quanto perse JPMorgan?
L'indagine del Senato statunitense indicò perdite per almeno 6,2 miliardi di dollari legate alle operazioni.
Il problema fu soltanto colpa di Iksil?
Il rapporto del Senato analizzò problemi molto più ampi di gestione del rischio, controlli, valutazioni e supervisione.
Fonte
U.S. Senate Permanent Subcommittee on Investigations — JPMorgan Chase Whale Trades
Contenuto informativo. Non costituisce consulenza finanziaria.