Per decenni Warren Buffett ha costruito Berkshire Hathaway soprattutto intorno a imprese statunitensi. Poi, a partire dal 2019, il gruppo iniziò ad accumulare azioni di cinque grandi trading house giapponesi: ITOCHU, Marubeni, Mitsubishi, Mitsui e Sumitomo.
Non erano titoli alla moda. Non erano startup e nemmeno aziende tecnologiche ad alta crescita. Erano enormi conglomerati attivi in energia, materie prime, alimentari, industria, logistica e decine di altri business.
Cosa sono le trading house giapponesi?
In Giappone vengono spesso chiamate sogo shosha. Sono gruppi diversificati che comprano, vendono, finanziano e possiedono partecipazioni in attività distribuite in molti settori e Paesi.
Proprio questa struttura ricorda, per certi aspetti, Berkshire Hathaway: un insieme di attività differenti, con grande attenzione all'allocazione del capitale.
Quando iniziò Berkshire a comprare
Nella lettera agli azionisti del 2024 Buffett spiegò che Berkshire aveva effettuato i primi acquisti nel luglio 2019. Disse inoltre che il gruppo era rimasto colpito dai prezzi bassi, dalla disciplina nell'allocazione del capitale, dai dividendi e dai riacquisti di azioni effettuati quando ritenuti convenienti.
Nel tempo le quote sono cresciute. Nel 2026 Berkshire deteneva partecipazioni superiori al 10% in tutte e cinque le trading house, secondo comunicazioni e filing citati dalla stampa finanziaria giapponese.
Perché Buffett le trovò interessanti?
- Valutazioni: Berkshire entrò quando i multipli erano considerati contenuti.
- Diversificazione: le società possiedono attività in moltissimi settori.
- Disciplina finanziaria: Buffett ha elogiato dividendi, buyback e politiche di capitale.
- Orizzonte lungo: Berkshire ha indicato più volte l'intenzione di mantenere queste partecipazioni per decenni.
Il dettaglio più interessante: il finanziamento in yen
Berkshire ha anche emesso debito denominato in yen. Questo ha creato una struttura in cui parte dell'esposizione economica agli investimenti giapponesi viene accompagnata da passività nella stessa valuta. Non significa che il rischio cambio sparisca, ma mostra quanto l'operazione sia stata costruita su più livelli e non come semplice acquisto azionario.
Una scommessa “alla Buffett” fuori dagli Stati Uniti
L'aspetto curioso è che il Giappone rappresenta una rara grande eccezione geografica nel portafoglio Berkshire. Buffett ha spesso sottolineato la propria fiducia negli Stati Uniti, ma queste cinque società hanno superato quella barriera grazie a caratteristiche che il gruppo considera compatibili con il proprio modo di investire.
La storia ricorda che value investing non significa comprare solo società americane o titoli famosi. Significa cercare attività comprensibili, gestite con disciplina e disponibili a un prezzo ritenuto interessante.
Se vuoi approfondire il metodo Buffett, leggi anche Warren Buffett e gli ETF.
FAQ
Quali società giapponesi ha comprato Berkshire?
ITOCHU, Marubeni, Mitsubishi, Mitsui e Sumitomo.
Quando sono iniziati gli acquisti?
Secondo Berkshire, i primi acquisti risalgono a luglio 2019.
Buffett voleva mantenerle a lungo?
Sì. Berkshire ha espresso un orientamento di lunghissimo periodo verso queste partecipazioni.
Fonti
Berkshire Hathaway — Annual Report 2024
The Japan Times — aggiornamenti sulle partecipazioni giapponesi
Contenuto informativo. Non costituisce consulenza finanziaria.