Warren Buffett e Apple: la scommessa che sembrava impossibile per un investitore come lui

iPhone e computer Apple su una scrivania, fotografia illustrativa dell'investimento Berkshire in Apple

Per anni Warren Buffett è stato associato a imprese facili da comprendere: assicurazioni, bevande, ferrovie, beni di consumo. Le aziende tecnologiche erano spesso fuori dal suo terreno preferito.

Poi arrivò Apple. Quella che poteva sembrare una scelta incompatibile con il suo stile diventò una delle operazioni più importanti nella storia recente di Berkshire Hathaway.

Berkshire iniziò a comprare Apple nel 2016

Nella lettera agli azionisti relativa al 2020, Buffett spiegò che Berkshire iniziò ad acquistare azioni Apple alla fine del 2016. Entro l’estate del 2018 la posizione era diventata enorme.

Berkshire arrivò a possedere poco più di un miliardo di azioni Apple, considerando lo split, pari a circa il 5,2% della società. Il costo complessivo indicato da Buffett fu di circa 36 miliardi di dollari.

Perché Apple poteva essere compatibile con Buffett

La chiave non era considerare Apple soltanto come un produttore di tecnologia. L’azienda possedeva caratteristiche che Buffett ha sempre cercato: un marchio fortissimo, clienti fedeli, capacità di generare cassa e un ecosistema difficile da abbandonare.

In altre parole, la domanda non era “Buffett ha iniziato a investire nella tecnologia?”, ma “Apple era diventata un business sufficientemente prevedibile e comprensibile da rientrare nel suo metodo?”.

Il ruolo dei riacquisti di azioni

Uno degli aspetti più interessanti della storia riguarda i buyback. Apple ha riacquistato grandi quantità delle proprie azioni. Quando il numero totale di azioni diminuisce, la quota percentuale posseduta dagli azionisti rimasti può aumentare anche senza ulteriori acquisti.

Buffett sottolineò proprio questo effetto nella lettera del 2020: dopo aver venduto una piccola parte della posizione, Berkshire possedeva comunque una percentuale maggiore di Apple grazie ai riacquisti effettuati dalla società.

Una lezione sulla flessibilità

La storia di Apple mostra che avere una filosofia di investimento non significa essere immobili. Buffett ha mantenuto principi relativamente stabili, ma ha modificato la propria valutazione quando un’impresa ha iniziato a mostrare caratteristiche diverse.

Prima Dopo
Tecnologia percepita come difficile da prevedere Apple vista come ecosistema e marchio globale
Settore fuori dalla tradizionale “cerchia di competenza” Business con ricavi, clienti e flussi di cassa più comprensibili
Prudenza verso aziende tech Posizione azionaria di dimensioni eccezionali

Il punto non è copiare l’operazione

Guardare un investimento dopo che ha avuto successo è facile. Molto più utile è osservare il processo: Berkshire acquistò quando riteneva che prezzo, qualità del business e prospettive fossero compatibili.

Copiare una posizione senza conoscere prezzo d’ingresso, orizzonte e ragionamento dell’investitore originale è un approccio completamente diverso.

Perché questa operazione è diventata simbolica

Apple dimostra che anche un investitore famoso per la coerenza può cambiare opinione. La vera coerenza non consiste nel comprare sempre gli stessi settori, ma nell’applicare gli stessi principi a informazioni nuove.

Puoi leggere anche Warren Buffett e gli ETF per capire perché il suo consiglio agli investitori comuni è molto diverso dal modo in cui Berkshire seleziona le aziende.

FAQ

Quando Berkshire Hathaway iniziò a comprare Apple?

Buffett indicò la fine del 2016 come inizio degli acquisti della posizione principale di Berkshire.

Quanto costò la posizione iniziale?

Nella lettera del 2020 Buffett indicò un costo di circa 36 miliardi di dollari per la quota costruita entro il 2018.

Perché l’investimento fu sorprendente?

Perché Buffett era stato storicamente molto prudente verso molte aziende tecnologiche.

Fonte

Berkshire Hathaway — Annual Report 2020.

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