Tra le storie più sorprendenti legate a Bitcoin c’è quella di Stefan Thomas, programmatore e imprenditore del settore crypto. Su un dispositivo cifrato IronKey sono associate le chiavi per accedere a 7.002 Bitcoin, ma Thomas ha perso la password necessaria per sbloccarlo.
Il caso è diventato un simbolo di un principio fondamentale delle criptovalute: avere il controllo diretto delle proprie chiavi elimina alcuni intermediari, ma trasferisce sull’utente una responsabilità enorme.
Come nacque il problema
La vicenda risale agli inizi di Bitcoin. WIRED raccontò già nel 2011 che Thomas aveva tre copie del proprio wallet: due furono cancellate accidentalmente e per la terza perse la password. I Bitcoin, all’epoca, valevano una frazione di quanto avrebbero raggiunto negli anni successivi.
Il dispositivo utilizzato era un IronKey, progettato per proteggere i dati con un numero limitato di tentativi. Nel 2023 WIRED riportò che Thomas aveva già effettuato otto tentativi errati e che gliene restavano soltanto due prima del rischio di perdere definitivamente l’accesso ai dati custoditi sul dispositivo.
7.002 Bitcoin e una soluzione possibile
Nel 2023 la società di sicurezza Unciphered dichiarò di aver sviluppato un metodo capace di superare il limite dei tentativi su uno specifico modello IronKey S200. Per dimostrarlo a WIRED, il team riuscì a recuperare una password scelta casualmente su un dispositivo di prova dello stesso tipo.
Unciphered offrì poi il proprio aiuto a Thomas. Secondo WIRED, Thomas rifiutò in quel momento perché aveva già un accordo informale con altri due gruppi di esperti incaricati di tentare il recupero. Per questo è più corretto parlare della situazione documentata nel 2023, senza presumere quale sia oggi l’esito finale del recupero.
La parte più importante non è il prezzo di Bitcoin
Il valore in dollari dei 7.002 BTC cambia continuamente con il mercato. La lezione del caso Thomas, invece, resta la stessa: nella self-custody la sicurezza non riguarda soltanto proteggere una chiave dagli altri, ma anche assicurarsi di poterla recuperare personalmente.
Una password estremamente sicura ma irrecuperabile può diventare un problema tanto serio quanto una password debole.
Cosa insegna il caso Stefan Thomas
- I backup devono essere realmente indipendenti: più copie nello stesso ambiente non equivalgono a una strategia di recupero robusta.
- Serve un piano di recovery: seed phrase, password e dispositivi vanno gestiti con procedure pensate prima dell’emergenza.
- La sicurezza è anche disponibilità: proteggere un asset significa impedire accessi non autorizzati, ma anche evitare di perderne l’accesso.
- Il valore futuro è imprevedibile: ciò che oggi sembra trascurabile può diventare molto importante nel tempo.
Per approfondire puoi leggere la guida CercoBroker su come funziona un wallet Bitcoin e quella sulle truffe Bitcoin e la sicurezza.
Fonti della storia
La ricostruzione si basa su due articoli di WIRED del 2011 e WIRED del 2023, che documentano la perdita della password e i successivi tentativi di recupero.
Questo contenuto ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria.