Il 19 ottobre 1987 Wall Street visse una giornata che ancora oggi compare nei libri di finanza. In una sola seduta il Dow Jones Industrial Average perse il 22,6%.
Non era iniziata una guerra mondiale. Non era fallita l'intera economia americana. Eppure in poche ore una quantità enorme di valore sparì dai listini.
Prima del crollo, un mercato euforico
Secondo Federal Reserve History, nei primi sette mesi del 1987 il Dow aveva guadagnato circa il 44%. I prezzi correvano e aumentavano i timori che il mercato fosse diventato troppo caro.
Nelle settimane precedenti al 19 ottobre si aggiunsero tensioni sul deficit commerciale statunitense, sul dollaro e sui tassi. La fiducia iniziò a deteriorarsi.
Il lunedì in cui le vendite alimentarono altre vendite
Quando il mercato cominciò a scendere, sistemi di portfolio insurance basati su strategie con futures e derivati contribuirono ad accelerare le vendite. L'idea era proteggere i portafogli riducendo l'esposizione quando i prezzi scendevano.
Ma se molti operatori fanno la stessa cosa contemporaneamente, la protezione può trasformarsi in benzina sul fuoco: prezzi più bassi generano nuove vendite, che producono altri ribassi.
Il numero che entrò nella storia: -22,6%
Il Dow Jones terminò la seduta con un ribasso del 22,6%, tuttora il maggiore calo percentuale giornaliero della sua storia. Il panico non rimase confinato agli Stati Uniti: il crollo coinvolse mercati di tutto il mondo.
Perché il sistema non collassò?
La Federal Reserve, guidata da Alan Greenspan, dichiarò immediatamente la propria disponibilità a fornire liquidità al sistema finanziario. Le banche continuarono a finanziare gli intermediari e, a differenza di altre crisi, il crollo azionario non si trasformò in una crisi bancaria generalizzata.
Il mercato recuperò sorprendentemente in fretta. Secondo la Fed, in meno di due anni gli indici statunitensi superarono i livelli precedenti al crash.
Da Black Monday nacquero anche i circuit breaker
Il 1987 mise in luce problemi nella struttura dei mercati, nella liquidazione delle operazioni e nell'impossibilità delle borse di rallentare vendite eccezionalmente rapide. Negli anni successivi vennero introdotti sistemi di sospensione automatica delle contrattazioni, i cosiddetti circuit breaker.
La lezione più importante
Black Monday mostra che un mercato può crollare molto più rapidamente di quanto la maggior parte degli investitori ritenga possibile. Dimostra anche che algoritmi, coperture e strategie considerate prudenti individualmente possono creare effetti imprevisti quando vengono usate contemporaneamente da moltissimi operatori.
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FAQ
Quando avvenne il Black Monday?
Lunedì 19 ottobre 1987.
Quanto perse il Dow Jones?
Il 22,6% in una sola seduta.
Quale fu una delle conseguenze regolamentari?
Tra le riforme successive vi fu lo sviluppo dei circuit breaker, sospensioni temporanee delle contrattazioni durante ribassi eccezionali.
Fonte
Federal Reserve History — Stock Market Crash of 1987
Contenuto informativo. Non costituisce consulenza finanziaria.