La Federal Reserve terrà la prossima riunione del FOMC il 15 e 16 settembre 2026. Il mercato arriva all’appuntamento con maggiore incertezza rispetto ai mesi precedenti: inflazione ancora elevata, prezzi energetici in aumento e dati economici relativamente solidi stanno alimentando il dibattito tra pausa e nuovo rialzo dei tassi.
Il calendario ufficiale della Federal Reserve prevede la pubblicazione della decisione alle 14:00 di Washington del 16 settembre, seguita dalla conferenza stampa alle 14:30. Per l’Italia corrisponde indicativamente alle 20:00 e 20:30.
Qual è il tasso Fed attuale
Il target range sui federal funds è attualmente compreso tra 3,50% e 3,75%. Nella riunione del 28-29 luglio il FOMC ha lasciato i tassi invariati con una votazione di 9 a 3.
Tre membri — Beth Hammack, Neel Kashkari e Lorie Logan — avevano preferito un rialzo di 25 punti base. È un dettaglio rilevante perché mostra che all’interno del Comitato esiste già una componente favorevole a una politica più restrittiva.
Il comunicato ufficiale di luglio è disponibile sul sito della Federal Reserve.
Cosa si aspetta il mercato a settembre
Un sondaggio Reuters pubblicato il 9 settembre mostra che la maggioranza degli economisti interpellati si aspetta ancora tassi invariati alla riunione del 15-16 settembre. Allo stesso tempo, è aumentato il numero di analisti che considera possibile almeno un rialzo entro la fine del 2026.
Il quadro resta quindi aperto. Una parte del mercato attribuisce maggiore probabilità a una politica più restrittiva dopo il rialzo dei prezzi energetici e dati economici più forti delle attese.
Perché la Fed potrebbe lasciare i tassi invariati
- valutare gli effetti delle condizioni finanziarie già restrittive;
- attendere ulteriori dati su inflazione e occupazione;
- evitare di reagire troppo rapidamente a shock temporanei dei prezzi energetici;
- mantenere flessibilità per le riunioni successive.
Perché potrebbe aumentare i tassi
- inflazione ancora superiore all’obiettivo del 2%;
- rischio che l’aumento dell’energia si trasferisca ad altri prezzi;
- economia e mercato del lavoro ancora relativamente solidi;
- presenza nel FOMC di membri già favorevoli a un rialzo a luglio.
I dati da seguire prima del FOMC
Tra gli indicatori più importanti ci sono inflazione, salari, occupazione e aspettative sui prezzi. Il mercato del lavoro viene seguito anche attraverso i Non-Farm Payrolls, che possono modificare rapidamente le aspettative sui tassi USA.
Possibili effetti sul dollaro
Una Fed più restrittiva rispetto alle attese può sostenere il dollaro, mentre una comunicazione più accomodante può indebolirlo. Per chi segue il Forex, uno dei cambi più sensibili è EUR/USD.
Anche in questo caso la reazione dipende dal confronto tra decisione e aspettative già incorporate nei prezzi. Un rialzo ampiamente previsto può produrre una risposta molto diversa rispetto a un rialzo inatteso.
Non conta solo il tasso
La riunione di settembre è accompagnata anche dal Summary of Economic Projections. Gli operatori guarderanno quindi:
- nuove proiezioni su crescita e inflazione;
- stima del tasso di disoccupazione;
- indicazioni sul percorso futuro dei tassi;
- distribuzione delle aspettative dei membri del FOMC;
- tono della conferenza stampa.
Volatilità durante la decisione
Le riunioni Fed possono produrre movimenti molto rapidi su dollaro, obbligazioni, indici azionari, oro e altri mercati. Spread e slippage possono aumentare nei minuti immediatamente successivi alla pubblicazione.
Prima di operare è quindi utile controllare gli appuntamenti sul calendario economico e stabilire in anticipo il rischio massimo accettabile.
Conclusione
Alla vigilia della riunione di settembre, il range Fed resta al 3,50%-3,75%. La maggioranza degli economisti interpellati da Reuters prevede ancora una pausa, ma il rischio di un nuovo rialzo è diventato più concreto. La decisione del 16 settembre e le nuove proiezioni saranno quindi centrali per capire la direzione della politica monetaria USA nei mesi successivi.
Articolo aggiornato al 9 settembre 2026. Le informazioni sono fornite a scopo informativo e non costituiscono consulenza finanziaria o segnali di trading.