Tasse sulle criptovalute nel 2026: come funziona la tassazione in Italia

Tasse criptovalute 2026 - Cercobroker

La tassazione delle criptovalute nel 2026 in Italia è cambiata rispetto ai redditi realizzati fino al 2025. La Legge 30 dicembre 2024, n. 207 ha previsto che sulle plusvalenze e sugli altri proventi da cripto-attività rientranti nella lettera c-sexies) dell'articolo 67 TUIR, realizzati dal 1° gennaio 2026, l'imposta sostitutiva sia applicata con aliquota del 33%.

In breve: per le operazioni realizzate dal 1° gennaio 2026 l'aliquota ordinaria prevista è 33%. Una successiva modifica ha mantenuto il 26% per determinate operazioni relative a qualificanti token di moneta elettronica denominati in euro.

Dal 26% al 33%

È importante distinguere l'anno in cui il reddito è realizzato dall'anno in cui viene presentata la dichiarazione. Le istruzioni del 730/2026 riguardano i redditi 2025 e riportano ancora il 26% per quelle plusvalenze. Il nuovo 33% riguarda invece le plusvalenze e gli altri proventi realizzati a partire dal 1° gennaio 2026 secondo la norma.

Il testo è consultabile su Normattiva - Legge 207/2024.

Eccezione per token di moneta elettronica in euro

La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha introdotto un'eccezione: l'aliquota resta al 26% per redditi e proventi derivanti da operazioni su token di moneta elettronica denominati in euro che rispettano i requisiti indicati dalla legge. La norma stabilisce inoltre che, per tali token qualificanti, la mera conversione tra euro e token e il rimborso in euro del valore nominale non costituiscono realizzo di plusvalenza o minusvalenza.

La soglia dei 2.000 euro

La Legge 207/2024 ha rimosso la precedente soglia di 2.000 euro per la rilevanza delle plusvalenze da cripto-attività a partire dal 2025. Questo rende ancora più importante tenere una documentazione ordinata di acquisti, cessioni e costi.

Cosa deve conservare l'investitore

Storico delle operazioni, prezzi e date di acquisto, commissioni, trasferimenti tra wallet, estratti degli exchange e documentazione utile a ricostruire il costo fiscale. Operazioni DeFi, staking e movimenti tra piattaforme possono rendere il calcolo più complesso.

Periodo Indicazione generale
Redditi realizzati nel 2025 26% secondo le istruzioni fiscali relative al periodo.
Redditi realizzati dal 1° gennaio 2026 33% ordinario per i redditi crypto previsti dalla norma.
Qualificanti EMT denominati in euro 26% nelle condizioni previste dalla modifica legislativa.

Monitoraggio fiscale e altri obblighi

La fiscalità crypto non si esaurisce nell'aliquota sulle plusvalenze. Possono essere rilevanti obblighi di monitoraggio, imposta sul valore delle cripto-attività e regole differenti in base al soggetto, servizio e operazione. Per questo non è corretto applicare meccanicamente il 33% a qualunque movimento di wallet.

Importante: la fiscalità è una materia ad alto impatto e dipende dalla situazione concreta. Per la dichiarazione usa le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate aggiornate all'anno fiscale e, se necessario, un commercialista esperto di cripto-attività.

FAQ

Nel 2026 tutte le crypto sono tassate al 33%?

Il 33% è l'aliquota ordinaria prevista dalla norma per plusvalenze e altri proventi crypto rientranti nella disciplina, ma esistono eccezioni e il trattamento dipende dall'operazione.

Il 730/2026 usa già il 33%?

Le istruzioni del 730/2026 si riferiscono ai redditi 2025 e indicano il 26% per quelle plusvalenze. Il 33% riguarda i redditi realizzati dal 1° gennaio 2026.

Devo conservare lo storico degli exchange?

Sì, una documentazione completa è fondamentale per ricostruire costi, movimenti e risultati.

Questo articolo è informativo e non costituisce consulenza fiscale. Norme e interpretazioni possono cambiare: verifica sempre Agenzia delle Entrate e normativa vigente.